ROBOT08 – THE DAY AFTER

Dopo mesi vissuti nell’attesa del momento ora raggiunto, ecco il punto sull’ottava edizione di roBOt Festival. Per chi è stato sotto il palco con noi, per chi avrebbe voluto esserci, per chi da quel palco con la testa non se ne è mai andato.

Quando le ultime note dell’ultimo pezzo lanciato in orbita dalla stellare accoppiata Daphni – Floating Points si disperdono nell’atmosfera, svaniscono per lasciare spazio alla luce, agli applausi scroscianti di chi è rimasto, infine al silenzio, soltanto allora subentra la consapevolezza che è finita: l’utopia che miracolosamente si è materializzata ha raggiunto il suo apice e ora comincia a dissolversi (il ritorno alla realtà sarà lento e graduale nei giorni successivi). Ancora in piedi esclusivamente grazie all’adrenalina in circolo, le gambe a rischio crollo in ogni momento un danno collaterale, nella testa un catalogo sterminato di emozioni da riorganizzare poi, la corteccia cerebrale colonizzata da una serie interminabile di belle immagini da razionalizzare a bocce ferme. L’orizzonte, una volta crollati su qualche letto: dormire mille anni come diceva Lou Reed, non più una possibilità, la logica conseguenza. Le valutazioni poi, a mente fredda, comunque a partire da un dato di fatto incontestabile: un’operazione del genere mai è stata vista a Bologna. Sforzi e proporzioni da kolossal demilliano, nella pratica quanto di più vicino alla concretizzazione di una visione fino a ieri materia da romanzo di fantascienza, ora un nuovo standard: il solo modo per passare al livello successivo, lo scarto che separa chi rappresenta da chi fa la differenza. Solo così si eleva il discorso: alzando la posta in gioco, ignorando ogni percentuale di rischio, a qualsiasi costo. Non esiste passo più lungo della gamba quando si detta l’andatura.

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#RBT08 – LA SECONDA VOLTA A BOLOGNAFIERE

roBOt08 è eXtraLarge. Alle porte del day 1 si svela così un’altra lettura possibile del tag XLR8 (XL = extralarge; R8 = roBOt08), non la prima né l’ultima in ordine gerarchico: un fatto. roBOt torna a BolognaFiere e alza il tiro: più metri quadrati a disposizione – 38.000, divisi in tre palchi, uno in più rispetto all’anno scorso – più nomi in cartellone, più ore di musica, più servizi (navetta 35, dalla stazione in fiera ogni 15 minuti). Bonus: 7.000 litri di acqua potabile gratis, courtesy of Hera S.p.A.

Ultimi fuochi ma sul serio: l’attesa è finita, ora si comincia. Biglietti per Palazzo Re Enzo ormai esauriti, qualche speranza solo per mercoledì: tra le altre cose, l’ultima chance fino a data da destinarsi per vedere Biosphere live in una delle sue sempre più rare esibizioni. Per tutto il resto chi è dentro è dentro, chi è fuori resta fuori. Archiviata la questione Palazzo Re Enzo, sale la febbre per venerdì e sabato. Obiettivo: mettere BolognaFiere sulle mappe del grande intrattenimento in città. Un’altra volta senza rete: è lì che i trapezisti dimostrano il reale valore. I numeri hanno dato ragione a roBOt07 (20.000 biglietti staccati nel 2014), ora la posta in gioco si alza nell’edizione ad oggi più grande – non soltanto in termini numerici.

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ROBOT08 – UNA GUIDA. SABATO 10 OTTOBRE

Più si va verso l’interno più esso diventa pesante e più denso, fino ad essere completamente metallico entro un determinato raggio, e questo varia da pianeta a pianeta, da satellite a satellite.
(wikipedia)

roBOt08 è il pianeta, qui si viaggia dritti dentro il nucleo. Il treno su cui stiamo fila ora a velocità astronomica, il tracciato si inclina sempre più, in aperto spregio a qualsiasi legge gravitazionale (in questo o in altri universi, stessa differenza). Pendenza massima raggiunta: scorrimento verticale, per precipitare in picchiata verso il centro della terra. Nuove coordinate spaziotemporali impostate: 10 ottobre è il 31 dicembre del 2015. Questa è una guida a sabato 10 ottobre: costa niente, non ha stampate in copertina le parole NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO (perché non ce l’ha, una copertina); è lo strumento per vedere quel che volete vedere e sentire quel che volete sentire la sera che chiude roBOt08, l’ultimo momento in cui tutto ciò di cui si è parlato finora si concretizza. La risposta (quale che sia la domanda) alla fine del viaggio; qui le istruzioni per arrivare in fondo.

Palazzo Re Enzo la prima stazione. I motori si accendono alle 18 con il djset del collettivo aperto Gommage DJ Team (powered by Elita Soundsystem), l’assetto variabile a seconda della situazione: ogni volta un’esperienza diversa, ogni set un totem innalzato per celebrare il dio jack (vale a dire l’essenza del suono house). Dalle 19:30 ai piatti Aaron Coultate (Resident Advisor), mezz’ora di grimaldelli nel cervello a preparare il terreno per la prima bomba: Salone del Podestà, dalle 20, Prefuse 73 a incrinare la curva spaziotemporale dell’hip hop come sa, portando il discorso ben oltre il sovraccarico neuronale. C’è un motivo se dopo decine di dischi, centinaia di pezzi, l’uomo nato Guillermo Scott Herren, ai più noto come Prefuse 73, è ancora sulla traccia, sempre a livelli siderali; questo è il modo per scoprirlo con certezza.

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