ROBOT08 – UNA GUIDA. SABATO 10 OTTOBRE

Più si va verso l’interno più esso diventa pesante e più denso, fino ad essere completamente metallico entro un determinato raggio, e questo varia da pianeta a pianeta, da satellite a satellite.
(wikipedia)

roBOt08 è il pianeta, qui si viaggia dritti dentro il nucleo. Il treno su cui stiamo fila ora a velocità astronomica, il tracciato si inclina sempre più, in aperto spregio a qualsiasi legge gravitazionale (in questo o in altri universi, stessa differenza). Pendenza massima raggiunta: scorrimento verticale, per precipitare in picchiata verso il centro della terra. Nuove coordinate spaziotemporali impostate: 10 ottobre è il 31 dicembre del 2015. Questa è una guida a sabato 10 ottobre: costa niente, non ha stampate in copertina le parole NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO (perché non ce l’ha, una copertina); è lo strumento per vedere quel che volete vedere e sentire quel che volete sentire la sera che chiude roBOt08, l’ultimo momento in cui tutto ciò di cui si è parlato finora si concretizza. La risposta (quale che sia la domanda) alla fine del viaggio; qui le istruzioni per arrivare in fondo.

Palazzo Re Enzo la prima stazione. I motori si accendono alle 18 con il djset del collettivo aperto Gommage DJ Team (powered by Elita Soundsystem), l’assetto variabile a seconda della situazione: ogni volta un’esperienza diversa, ogni set un totem innalzato per celebrare il dio jack (vale a dire l’essenza del suono house). Dalle 19:30 ai piatti Aaron Coultate (Resident Advisor), mezz’ora di grimaldelli nel cervello a preparare il terreno per la prima bomba: Salone del Podestà, dalle 20, Prefuse 73 a incrinare la curva spaziotemporale dell’hip hop come sa, portando il discorso ben oltre il sovraccarico neuronale. C’è un motivo se dopo decine di dischi, centinaia di pezzi, l’uomo nato Guillermo Scott Herren, ai più noto come Prefuse 73, è ancora sulla traccia, sempre a livelli siderali; questo è il modo per scoprirlo con certezza.

È il preludio all’overdose tribale. A seguire, uno dietro l’altro: Clap! Clap!, Nozinja, DJ Khalab. Soltanto una volta dissoltasi l’ultima nota il viaggio alle radici del ritmo potrà dirsi completo. Garantito: entro mezzanotte il cervello sarà trasmigrato in Kenya, tra elefanti e gazzelle e il suono di innumerevoli tamburi a martello che non si spegne dentro la testa. Il tutto senza dover prenotare voli aerei verso continenti esotici, senza pianificare partenza e arrivo, senza fissare le ferie l’anno prima; sarà come averlo fatto, senza stress, come aver visitato migliaia di posti senza essersi mossi di un metro.

Parallelamente in Sala degli Atti, dalle 20:30 spazio all’emotività senza barriere con il live di Yakamoto Kotzuga, per proseguire idealmente il tracciato aperto la sera prima da Godblesscomputers: stessi territori, stesso stato mentale. Si torna su sentieri accidentati poi dalle 21:30 alle 23 con il set di Rabit; se all’Africa preferite ritmi dilatati e gravitazioni nel breakbeat ora sapete dove stare. Cambio di registro dopo le 23: combustibile per incendiare le teste house con En Roll (aka Rame dei Pastaboys) ai piatti.

Tre binari paralleli si snodano a BolognaFiere: main stage, RBMA stage, outdoor stage. Nel primo i fuochi d’artificio, le meraviglie più colossali anche in termini di forze impiegate nel far diventare il sogno realtà. Il secondo un cantiere, fonte di rivelazioni e conferme in egual misura, unico comune denominatore la qualità della proposta: deve suonare bene, il resto dettagli. Nessuna barriera, il cielo un limite da infrangere, 360 gradi un raggio d’azione limitante. Outdoor stage il teatro delle epifanie più devastanti. Una prova di resistenza, a partire dalla location (già di per sé una sfida agli elementi): lì è dove si manifesteranno i misteri più insondabili, dove troverà voce il non detto. Materiali da maneggiare con estrema cura, comunque una certezza: il gioco vale la candela, sempre.

Siriusmodeselektor

Siriusmodeselektor

Nel main stage di BolognaFiere amplificatori già accesi dalle 22 con il live di Suz, cuore nella Bristol degli anni novanta e mente proiettata verso dopodomani. Preludio a Expanded A/V Show (dalle 23 a mezzanotte), seconda esecuzione mondiale dello show di Holly Herndon, di cui per ora soltanto chi è stato a Sònar 2015 può dire. Arrivate con occhi e orecchie spalancati, pronti ad accogliere l’inaudito. Tutto su Holly Herndon Qui.

Sarà poi il turno di Siriusmodeselektor, fusione tra Modeselektor (nessun bisogno di presentazioni, basta il nome) e il genio recluso Siriusmo, la vera sorpresa: per l’occasione si apre al mondo per srotolare la sua arte, non capita spesso (quasi mai in effetti). Se Baudelaire avesse scritto musica, l’effetto sarebbe qualcosa di lontanamente paragonabile allo spettacolo a cui assisteremo.

l’esclusivo back2back Daphni-Floating Points il ponte verso la prima volta di Tiga in assetto live. Come sarà vedere l’uomo con una chitarra al collo? Presto su questi schermi la risposta. La notte diventerà giorno con Trentemøller ai controlli, eccezionalmente come dj (unica data italiana nel 2015).

Se invece siete su qualche altra onda più sul funk, dritti verso il RedBull stage: l’appuntamento da non mancare per alcuna ragione parte alle 22:50 con il live di Dâm-Funk. Oggi Dâm-Funk è tra i pochissimi degni di sedere alla destra dei sovrani assoluti del genere (George Clinton, Parliament, Funkadelic); stiamo per assistere alla dimostrazione.

La lista di epifanie nel RedBull stage prosegue con Nathan Fake (da mezzanotte all’1): è un ritorno sulla traccia, non sul luogo del delitto – la prima nel 2012, altri posti, altre situazioni. Non cambia la portata emozionale: se è combustibile per alimentare un cuore quel che volete, qui avrete quello che chiedete. E non è che il primo step.

Il secondo, assai più virulento, dall’1 alle 2:30 quando Nathan Fake cederà il posto a John Talabot; la faccenda si fa seria, rischio cuore in frantumi elevato alla N. dalle 2:30 alle 3:30 è il momento di Clark: scende la portata emozionale, la portata di beat spezzati si impenna a livelli siderali. Dalle 3:30 alle 5 i Martinez Brothers, l’orario più appropriato per restituire al termine “house” il significato primordiale: come fosse di nuovo il 1987, anche se nel 1987 non eravate ancora nati. Ha senso che la parola ‘fine’ la scriva Lory D (Qui spiegavamo perché): suo il set di chiusura, a partire dalle 5.

L’Outdoor stage, come detto, il terreno dove separare il grano dalla crusca (per così dire): live di Prostitutes (2:30–3:30, in assoluto l’esclusiva più spigolosa dell’intero festival), a seguire Helena Hauff (Qui cosa aspettarsi). Se ne riparlerà alla fine della notte; in che stato, tutto da scoprire.

Trentemøller

Trentemøller

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