ROAD2ROBOT08 – GODBLESSCOMPUTERS: LINEA DRITTA

E non finisce più. Sezione A/V in traiettoria (programma online) ed è di nuovo vertigine: 21 progetti call4roBOt, sezione Screenings al prossimo livello con l’esportazione del programma LiveSoundtracks. Videoarte come detonatore: immagini in movimento innescano partiture assemblate live di volta in volta da musicisti diversi. Il tempo diventa sul serio un codice da riscrivere, una variabile necessariamente da espandere. E non è ancora finita (come diceva Lindo). Alla vigilia di ulteriori rivelazioni – molto presto su questi schermi – si parla di una certezza qui: Godblesscomputers. In giro con Plush and Safe, il lavoro più completo (anche in termini di durata), ad oggi il passo più importante della sua carriera. A roBOt per la terza volta di fila, praticamente una residenza: se il passo è questo, mai troppo, mai abbastanza.

Di Godblesscomputers si conosce il nome – Lorenzo – il cognome fittizio una dichiarazione di intenti. Nada, come il protagonista di Essi vivono; come lui un pellegrino, mosso e trainato esclusivamente dalla forza di un’idea e dalla determinazione nel portarla a compimento. Come, una questione secondaria; mezzi per un fine, l’importante è il cosa. Analogico e digitale si mescolano diventando tutt’uno, in continua trasfigurazione, fino a rendere impossibile l’identificazione del materiale utilizzato, la ricerca vana e in ultima analisi inutile. Conta il risultato finale, che è faccenda di cuore stomaco e cervello, tutti in quantità industriali. Legno, metallo e microchip è come suona, parole sue, semplificando allo stremo; comunque rende bene l’idea.

Parte dalla scienza doppia h il percorso di Lorenzo: dj in un gruppo hip hop nel ravennate, i Delitto Perfetto; molto amici dei concittadini Alleanze Scisse, a dispetto del nome procedono all’unisono, praticamente in simbiosi, fino a diventare una cosa sola. Nasce così Il Lato Oscuro Della Costa, basi old-school in dialogo costante con la cosa nuova; nessuna porta resta chiusa. Come Delitto Perfetto collabora con i Kill The Vultures, una spia di quella che sarà la successiva evoluzione. Che arriva presto in modo anche brutale, uno strappo per progredire, per immagazzinare nuovi stimoli oltre l’hip hop e restituirli in una forma che passa necessariamente attraverso il vissuto personale.

Post sul suo blog (ai tempi un vero e proprio diario personale) testimoniano in tempo reale il growing up in public berlinese; tornato alla base, l’asse spostato di pochi chilometri in linea d’aria, da Lugo di Romagna a Bologna, in mezzo ci passa tutta la differenza del mondo in termini di miglia percorse, nuovi orizzonti, nuove sfide. Il nickname Godblesscomputers acquista una dimensione definitiva con l’esperienza maturata sul campo. Plush and Safe è, di fatto, il primo disco a lunga durata, il suo lavoro ad oggi più completo; non più EP, non più una serie di esperimenti slegati l’uno dall’altro. Titoli che riassumono e definiscono perfettamente il contenuto in termini di portata emozionale (Leap in the dark, Light is changing, Abisso, fino a Somewhere away from me), un viaggio che non si esaurisce una volta dissoltasi l’ultima nota dell’ultimo pezzo, il ricordo vive per molto altro tempo ancora innescando processi mentali importanti.

Dal vivo, su disco, stessa differenza: in perenne equilibrio precario tra elettronica e sintesi di suoni concreti, un panorama mentale dove l’emotività colpisce come lame al momento più opportuno, terra inesplorata dove naufragare diventa una certezza.

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