ROAD2ROBOT08 – ESSERE L’URAGANO: HELENA HAUFF, ACID–TECHNO–WAVE PER L’ORA DEL LUPO

Il programma è online. Ultime chicane prima del rettilineo. Manca poco, neanche un mese – ancora meno se siete tra i fortunati possessori di un biglietto per l’anteprima Apparat. Prima di una serie di guide per orientarsi nella Babele di chi fa cosa dove, l’ultima fermata di questo percorso. road2roBOt partiva con un enigma, termina con un enigma: Helena Hauff, un tunnel che sempre più stanno percorrendo, a buona ragione. Per ora il prima; del dopo se ne parlerà una volta usciti. Se ne usciremo.

Il set di chiusura di Helena Hauff a Bologna Fiere dovrebbe chiudere il festival su una nota pesante. L’ha detto Resident Advisor, che ancora una volta include roBOt nella top 10 dei festival imperdibili in ottobre nel mondo. Tra tutti gli artisti in cartellone, la scelta dello staff RA è andata a cadere sulla dj/producer di Amburgo: considerata la quantità di carne al fuoco, parole che assumono un valore e una consistenza ben specifici. La ragione di tanto entusiasmo (condiviso e pienamente giustificato) è semplice, come semplice è ogni rivelazione fin dal suo manifestarsi: Helena Hauff ha saputo reinterpretare il concetto stesso di club culture in maniera radicale, brutale, perversamente ipnotica, come dj restituendone – potenziato alla N – il significato originario (lasciarsi alle spalle le ansie del quotidiano, abbassare le difese, entrare nel groove e farsi portare, perdersi dentro stanze buie, sature di corpi, sudore, flash accecanti e anidride carbonica), come musicista amplificandone la componente oscura, sinuosa, mentale, tracciando nuove eccitanti diramazioni di elettronica visionaria e carnale, fino a toccare vette inesplorate finora da chiunque altro. La sua visione è trasversale, rimanerne contagiati inevitabile, resistere è inutile.

È entrata nel cuore come una coltellata fin dalla comparsa sulle scene Helena Hauff; in tanti cuori diversi, indifferentemente, fin dal giorno uno. Nel suo percorso artistico (dischi, tracce, compilation, la residenza che ha reso il Golden Pudel per Amburgo una riproduzione virtuale incattivita europea di quel che è stato il Music Institute a Detroit per chi lo ha vissuto), sempre qualche spanna lontano (non indietroavanti) da tutto il resto, sempre alieno, coesistono tante meravigliose declinazioni di oscurità inestirpabile. Techno, industrial, new wave, l’acid più visionaria e brutale, i deliri futuribili di Philip Dick trasportati in musica nelle irripetibili partiture di Gerald Donald, strumentazione analogica e attitudine punk quando punk era un termine con un verso; ce n’è per ciascuno dei suddetti. Nei suoi set (Qui un esempio) il clash tra materiali non convenzionali, in accostamenti mirabolanti, non è un’opzione: è una certezza. Quel che conta è far combaciare le cose come si conviene, ma su un altro livello. Che l’insieme abbia effettivamente un senso.

Su disco, dal vivo, il risultato riduce in poltiglia il cuore, stritola le budella. È come scoprire il mondo per quello che realmente è da una differente angolazione che cambia tutto: l’essenza stessa delle cose finalmente si svela, in un crescendo allucinatorio di sconvolgente potenza, ed è una liberazione.

Stiamo per assistere alla dimostrazione di ciò che in alcun modo può essere spiegato. Helena Hauff suona nell’Outdoor Stage la notte che traghetta sabato 10 ottobre all’alba di domenica 11, dalle 3:30 alle 5:30, in piena ora del lupo: quando il sonno è più profondo e gli incubi sono più reali, quando i fantasmi e i demoni sono più potenti. Un tunnel, dopo il live di Prostitutes – anteprima assoluta che farà sanguinare le orecchie e scricchiolare il cervello, il modo migliore per preparare le teste più in fiamme allo spettacolo: da un buco nero a un altro buco nero, in molti sensi il solo passaggio possibile. Nello stesso momento, nel Main Stage, Tiga si esibirà nel primo live della sua carriera: cerimonia degli opposti se ne esiste una. Tenebre insondabili da una parte, luce accecante dall’altra. Per chi ci sarà, il momento chiave, l’episodio nell’esistenza in cui sarà cruciale scegliere dove stare, a cosa appartenere.

Commenti

comments