#XLR8 – CALL4ROBOT08

Torna call4roBOt, bando di ricerca dedicato alle arti visive al tempo stesso cellula parallela, upgrade, appendice e corollario al festival dalla seconda edizione in avanti; cresciuto in osmosi con il festival, insieme al festival arrivato fino a qui. Diverso nella forma (come qualcun altro ha detto qualche anno fa, troppi quando l’unità di misura è tarata sulla velocità di trasmissione dati di oggi: Bigger, better, faster, more), non negli intenti, si ripresenta in versione contestualmente riadattata ai tempi. Un rapido check per chi fino ad oggi non c’era e vorrebbe entrare nel flusso.

Arte. Il cui concetto appartiene a chi l’ha creato. La frase di Fausto Rossi esaurisce l’argomento sul nascere; che altro dire, in effetti? La questione è piuttosto un’altra: la paternità di un’opera è importante almeno quanto il carico emotivo dall’opera attivato nell’occhio di chi guarda. Esistono casi in cui non si può fare altro che accettare grati il dono della bellezza e tacere. Le emozioni non hanno un peso specifico, un limite: l’espansione virtualmente infinita di cataloghi di emozioni in alcun modo può essere quantificata. Da roBOt02 a oggi, call4roBOt funziona da catalizzatore di emozioni; un recettore da fare impallidire l’osservatorio di Arecibo, una sonda, di volta in volta innescata e pilotata dai contenuti della nuova edizione, che instancabile scruta in ogni piega, in ogni anfratto, ovunque arte chiami arte, recettori attivati 24/7, costantemente solleciti ad ogni manifestazione. Un luogo della mente dove tutto è ancora possibile e 360 gradi un raggio d’azione limitante.

Accelerazione è il tema di roBOt08. Accelerazionismo, nello specifico: declinazione dionisiaca di uno stato mentale innescato dall’esponenziale, anabolica evoluzione del reale, scarto evolutivo tecnologico e capitalistico che esalta la realtà e porta a dire corriamo ancora più forte, acceleriamo: questo Mondo è fatto così e ci piace. #xlr8 l’hashtag ufficiale.
Il momento attuale è troppo veloce per qualsiasi standard di assimilazione. Prospettiva e ragione diventano sfocate prima ancora che il cervello abbia avuto tempo di registrare e immagazzinare nella banca dati centrale un pur minimo dettaglio del quadro – di qualsiasi quadro.
Macchine, dispositivi, devices già obsoleti il giorno prima del lancio sul mercato sono lo spazio tra il tempo e la vita, punto di contatto ultimo tra il flusso dati e l’umano, la sola interfaccia possibile in tempi dove la comunicazione viaggia su binari impensabili anche nella più sfrenata delle utopie escapiste. Un flusso informazionale che in alcun modo può essere arrestato, deviato o arginato, dove nessuno più controlla i controllori perché si controllano da sé, ogni uomo un’isola scomposta e digitalizzata che rivive in un moto perpetuo dentro cui perdersi non è più un’opzione.

La porta resta aperta a chiunque senta di avere qualcosa da dire sul tema. Obiettivo: portare il discorso al prossimo livello. Negli anni sempre più hanno risposto alla chiamata: le sottoscrizioni, da 50 della prima, sono diventate 300 nella penultima (l’ultima ancora da scrivere). Nessuna quota di partecipazione, nessun limite, nessuna restrizione. Materiale richiesto: installazioni, video, animazioni, performance, fotografie, design, ogni tipo di autoproduzione in genere.
Le candidature per la partecipazione al Festival verranno ritenute valide a seguito della compilazione del form presente sul sito robotfestival.it entro il 14 giugno 2015.
Chiunque si senta in grado di raccogliere la sfida si faccia avanti: ora è il tempo, dov’è la verità? (l’ha detto Greg Sage, mai parole altrettanto a fuoco).

call4roBOt2015

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