REKAL: #GREATMEMORIES – ROBOT07 AIR PROJECT

Continua REKAL. E si spinge fino al passato più prossimo, per raccontare com’è andata e ripartire raccogliendo i frutti di ciò che è stato seminato. Come le polaroid e i tatuaggi di Leonard Shelby in “Memento”: istantanee per chi non c’era, per chi avrebbe voluto esserci, per chi alla prossima ci sarà.
Giro di boa: sei mesi fa era ancora roBOt, fra sei mesi sarà di nuovo roBOt. 

Fra le novità che hanno reso indimenticabile l’edizione #lostmemories, la prima residenza artistica internazionale dedicata alle arti Digitali e alla musica Elettronica promossa da roBOt festival – in sinergia curatoriale con LaRete Art Projects, con il sostegno del network UNESCO Città della Musica e della Fondazione del Monte – ha visto protagonista il colombiano Icaro Zorbar (CO), che ha portato a Bologna le sue installazioni assistite e ha realizzato per l’occasione un nuovo lavoro, nell’ambito di un workshop tenuto negli spazi del Dipartimento educativo del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. L’installazione dell’opera, insieme ad altri lavori di Zorbar, a cura di Claudia Löffelholz e Federica Patti, è stata “azionata” e presentata al pubblico, come un vero e proprio concerto per “macchine celibi”, nel foyer del museo il 30 settembre, con una performance dell’artista.

Icaro Zorbar
, colombiano residente in Norvegia, è un artista eclettico, colto e appassionato; soprattutto, è un giovane di cuore, sorridente e disponibile. Attraverso l’utilizzo del suono e il riassemblaggio di vecchi hardware analogici, le sue opere, colme di nostalgia, parlano di un tempo passato, rievocando ricordi comuni attraverso l’esperienza personale. Interessato all’idea di conoscere la comunità artistica bolognese e di approfondire la propria ricerca in ambito divulgativo, durante 15 giorni di permanenza ha coinvolto 4 giovani artisti locali – Caterina Barbieri, Barbara Baroncini, Irene Fenara e Pasquale Sorrentino – che hanno poi prodotto un’opera collettiva e performato con a lui, azionando le installazioni assistite elaborate durante il laboratorio.

La prima edizione del progetto di residenza, scambio e circuitazione internazionale fra le città della musica UNESCO Bologna e Bogotà ha coinvolto Icaro Zorbar in un workshop con 4 giovani artisti locali, che hanno poi performato insieme a lui durante roBOt 07, creando installazioni assistite azionate ed esposte nel foyer del MAMbo.

Fra i sostenitori del progetto di residenza artistica e circuitazione internazionale il Comune di Bologna e la municipalità di Bogotà sono stati attori propositivi fondamentali. Questa residenza è stata la prima tappa del progetto di scambio e circuitazione internazionale fra il capoluogo felsineo e la capitale colombiana – attualmente uno dei centri emergenti più attivi e attrattivi della scena artistica mondiale. Bologna è Città della Musica Unesco dal 2006. Il programma di valorizzazione di questo riconoscimento ha fra i suoi obiettivi quello di promuovere la realtà e la produzione musicale bolognese, in un quadro più ampio di cooperazione internazionale, scambio e promozione congiunta delle città.

Anche il collettivo curatoriale LaRete Art Projects ha sostenuto il progetto. Fondato da Julia Draganovic e Claudia Löffelholz nel 2004, LaRete si propone di sviluppare il dialogo fra artisti, curatori, critici e il più vasto pubblico, creando network fra professionisti internazionali dell’arte contemporanea la cui attività è rivolta alla ricerca, all’approfondimento e alla valorizzazione di nuove strategie artistiche. Fra i suoi interessi principali, l’introduzione dell’arte Contemporanea in contesti non convenzionali e ad un pubblico nuovo.
Dal testo curatoriale di Claudia Löffelholz:

Di colui che andò in cerca dell’universo tra la tecnologia del passato e la condizione umana presente.” Questa potrebbe essere la frase che raccoglie il significato intrinseco della poetica romantica di Icaro Zorbar, che compone opere suggestive e sorprendenti partendo da meccanismi e assemblaggi remoti, apparentemente rotti e inutili, evocando nuovi suoni e proiezioni sublimi.
Quello che sembra logorato dal tempo viene rianimato dalla mano dall’artista colombiano per raccontare storie universali di sentimenti e emozioni tramite installazioni ibride. Realizzate con oggetti di un altro mondo, ormai lontano, creano nuove connessioni tra memorie perse ed emozioni celate, evocate da chi sa raccontare della nostalgia condivisa dell’amore, ma anche della fragilità delle relazioni sentimentali in bilico. 

…Ora ricordo!

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