ROBOT BLOG – IL COSA, IL COME, IL PERCHÉ

In parallelo al lancio della terza fase di roBOt Paths (qui per ora gli estremi: 18 aprile, TPO, Ghostpoet in data unica), parte il blog di roBOt. Non soltanto un’ulteriore emanazione da affiancare agli altri canali promozionali interconnessi alla faccenda, non soltanto un contenitore di informazioni legate al festival e a tutto quello che al festival sta dietro, non soltanto un modo per restare sul pezzo e mantenere viva la bestia anche nei momenti di fisiologica stasi, non soltanto uno strumento per chi volesse sapere di più su chi al roBOt è passato o passerà. Tutto questo e molto altro ancora (come si dice in altri contesti, spesso in pilota automatico, per far salire le aspettative, spesso malriposte).

Una sonda in ricognizione, un UFO lanciato nella stratosfera a intercettare una cosa viva, complessa, in costante mutamento; l’intenzione è di lasciarlo gravitare intorno all’orbita senza avere impostato coordinate prestabilite (l’imprevisto è sempre contemplato, seguire la strada maestra tiene al riparo dagli errori ma sa essere molto noioso), registrare i segnali captati, i sensori attivati, interpretarli e contestualizzarli. Una lente d’ingrandimento puntata di volta in volta su diversi aspetti della cosa roBOt; anticipazioni, retrospettive, storie di artisti che qui hanno suonato o stanno per (il “qui” più che altro una proiezione mentale, gerarchicamente superiore al contesto che resta variabile, imprevedibile), testimonianze dirette dalla memoria e dalle dita di chi il festival l’ha fatto o a vario titolo ne ha incrociato il passaggio, anche solo il tempo di una sera (stessa differenza: la verità non è mai una sola). Senza la pretesa di arrivare a un punto, senza sterili nostalgie, senza celebrazioni (come tutto il resto, è solo un giro, come diceva Bill Hicks); senza fermarsi a ieri, la testa sempre proiettata a dopodomani. Certi che il meglio debba ancora venire.

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